Come difendersi dalle truffe finanziarie.
Data pubblicazione: 06 settembre 2024
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A volte diventano modi di dire, come quello di Carlo Ponzi e del suo ormai famoso “schema”, altre volte vanno a finire sulle prime pagine, come quello di Bernard Madoff o di Gianfranco Lande (il “Madoff dei Parioli”, condannato per aver truffato diversi personaggi dell’alta borghesia romana, tra chirurghi, parlamentari, e attori).
In molti casi, invece, le truffe finanziarie non guadagnano nemmeno l’onore di una riga, pur restando un problema serio e all’ordine del giorno.
Le truffe finanziarie più pericolose e ricorrenti utilizzano quasi sempre le medesime modalità. Si tratta di schemi da tempo "collaudati", che sembrano aver trovato una nuova linfa con la diffusione di internet.
La tipologia di truffa finanziaria più frequente è sicuramente il cosiddetto "schema piramidale" detto anche "schema Ponzi", per una delle truffe più eclatanti di tutti i tempi ideata agli inizi del Novecento.
Lo schema Ponzi è un'attività truffaldina nella quale chi entra per primo ottiene ritorni economici sorprendenti a spese dei successivi "investitori". Si tratta, in parole povere, di una specie di catena, nella quale vengono promessi interessi molto elevati, pagati agli investitori mediante il denaro apportato dalle nuove persone che hanno aderito allo schema.
Le principali caratteristiche dello schema Ponzi sono:
- l'illusoria possibilità di realizzare ingenti guadagni in poco tempo e con poco rischio, grazie all'operato di un "mago della finanza";
- una documentazione fumosa, parzialmente coperta da un immotivato ‘segreto’ o caratterizzata da investimenti speculativi “complessi”;
- un grosso numero di partecipanti non competenti in materia finanziaria o che hanno riposto una grande fiducia personale nell'organizzatore del sistema, messi insieme, in molti casi, grazie ad un meccanismo di passaparola.
Il gioco funziona fino a quando resta elevata la capacità di attrarre nuovi partecipanti. Quando, invece, il nuovo denaro in entrata non riesce più a coprire i rendimenti promessi a coloro che già sono dentro lo schema, il circuito si blocca, manifestando la sua natura di truffa.
Si presentano così i primi problemi nel pagamento delle somme a cui si avrebbe “diritto”, ma a questo punto, spesso, è già troppo tardi. Il truffatore è sparito insieme ai soldi.
Oggi, oltre al ponzi, sono molti gli schemi utilizzati per truffare: finte piattaforme d'investimento, siti clone, schemi di ingegneria sociale per rubare informazioni personali e password. Ma tutti giocano sulla stessa emozione incontrollata: l'avidità.
L’avidità, “madre di tutti i mali”, può accecare gli investitori, togliendo loro la lucidità necessaria per comprendere che certe promesse di guadagno sono semplicemente troppo belle per essere vere. Infatti, il grande successo delle truffe finanziarie non deriva solo dalla scaltrezza dei truffatori ma, in generale, dal comportamento superficiale e negligente dell'investitore che, accecato da un'eccessiva bramosia di guadagno, non si sofferma a pensare su come siano possibili così grandi guadagni con troppa ficilità.
Truffatore e truffato sono attori dello stesso gioco.
La difesa più efficace a questi fenomeni sta nel comportamento del risparmiatore stesso, il quale deve sempre:
- confrontare i rendimenti “promessi” con quelli offerti nello stesso periodo sul mercato e chiedere le ragioni concrete del perché siano molto più alti;
- diffidare dagli investimenti "a rischio zero e guadagno elevato";
- indagare, anche attraverso l'utilizzo di banche dati private (Borsa Italiana, ABI, Consob, OCF, ecc.) le caratteristiche dello strumento finanziario proposto e la regolarità del soggetto che lo propone;
- acquisire una conoscenza quanto più possibile ragionevole dei prodotti che ci offrono;
- effettuare sempre i pagamenti attraverso strumenti tracciabili, intestati all’intermediario finanziario (Banca\Compagnia assicurativa) o a sé stessi.
Le truffe finanziarie diventano ancora più pericolose se vengono realizzate da soggetti non autorizzati. A questo proposito, bisogna ricordare che la prestazione di servizi d'investimento, in considerazione della delicatezza dell'attività, è una attività riservata solo agli operatori autorizzati, i quali devono essere costantemente vigilati dagli organi competenti ed iscritti in appositi albi pubblici, previa verifica dei necessari requisiti.
Già solo operare senza le prescritte autorizzazioni è contrario alla legge. Casi di abusivismo, nella realtà di tutti i giorni, sono più frequenti di quello che si possa immaginare. Ciò è dovuto anche alla larghissima diffusione delle piattaforme social che, rendendo facilmente accessibili i canali di contatto, danno la possibilità anche a chi non può di pubblicizzare, proporre e concludere investimenti in modo semplice e veloce. È bene, quindi, affidarsi sempre a professionisti abilitati e riconosciuti.
Scarica qui il vademecum dell’Associazione Bancaria Italiana contro le truffe, o se hai dubbi in merito a qualche "investimento" che ti hanno proposto, non esitare a scrivermi.
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