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India: una grande opportunità.

Data pubblicazione: 20 giugno 2024

Autore: Vincenzo Delle Curti

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L'India, tra luci e ombre, è già da un po' indicata, non solo dagli estimatori del Paese, ma anche da un coro di analisti globali, come la prossima grande potenza economica mondiale. E i suoi titoli di stato rappresentano ormai per molti investitori un ottimo strumento d'investimento se adoperato nella quantità giusta. Essi apportano diversificazione, bassa volatilità e bassa correlazione con le altre asset class. In più, oggi sussistono anche alcune condizioni favorevoli per considerarli serimente tra le scelte d’investimento. Andiamole a vedere insieme.


Prezzi interessanti: i rendimenti sono intorno al 7%. Sono pochi i mercati obbligazionari ad alto rating a livello globale che possono offrire questi livelli di rendimenti.


Politica della banca centrale indiana: L'inflazione è pari a circa il 5% e inferiore sia ai tassi di riferimento della banca centrale (6,5%) che ai rendimenti obbligazionari (7%). In genere, in un contesto del genere, le banche centrali inizierebbero a ridurre i tassi di riferimento. Tuttavia, la Banca Centrale Indiana ha adottato un approccio paziente e misurato alla politica di allentamento, offrendo agli investitori ancora occasioni per aggiungere esposizione al debito indiano, dato che è probabile che la RBI allenti i tassi solo nei prossimi 12-18 mesi. 


Inclusione nell'indice JPM GBI-EM: in realtà, alcuni investitori hanno già anticipato l’ormai imminente inclusione nell’indice JPM Global Bond Emerging Market, con afflussi di circa 7 miliardi di dollari dall’inizio del 2024. Tuttavia, gli operatori si aspettano ancora afflussi, fino a circa 30 miliardi di dollari.

L'afflusso di capitali farà certamente registrare un'enorme domanda per il sottoinsieme di obbligazioni idonee all'inclusione nell'indice e, di conseguenza, i prezzi delle obbligazioni ne trarranno probabilmente beneficio. 


Buone condizioni fiscali e tributarie dell’India: Il contesto fiscale e tributario è importante e continuerà a creare condizioni di domanda/offerta molto favorevoli per le obbligazioni. Il governo Modi, in occasione del recente bilancio di quest'anno, ha già fissato un obiettivo di deficit fiscale inferiore al previsto. Gli analisti si aspettavano un dato tra il 5,3% e il 5,5% del PIL, ma è stato fissato al 5,1%. Ciò significa che l'emissione di obbligazioni quest'anno sarà inferiore a quanto previsto.


La rupia: la valuta indiana rimane molto ben sostenuta, grazie al contesto economico e politico che sta vivendo il Paese. Inoltre, la rupia rimane una delle valute meno volatili al mondo. La volatilità dell'euro è in genere 2-3 volte superiore. Quest'anno la rupia è rimasta stabile rispetto al dollaro, il che significa che si è apprezzata di quasi il 2% rispetto all'euro. Infine, pochi giorni fa, l’agenzia di rating S&P ha dato all'India un outlook positivo, che era atteso da tempo. 


Potenziale capital gain: oltre a quanto detto sopra in merito all'inclusione nell'indice e al miglioramento dell'outlook, se la RBI dovesse tagliare i tassi fino all’1% nei prossimi 12-18 mesi, gli investitori potrebbero potenzialmente guadagnare un ulteriore 7%. 


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