La fiducia è tutto.
Data pubblicazione: 14 aprile 2025
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La fiducia è il collante che tiene insieme relazioni, società e sistemi economici.
È importante perché grazie alla fiducia si riduce l’incertezza, si facilita la cooperazione ed è possibile costruire progetti a lungo termine, che si tratti di un’amicizia, di lavoro o di investimenti.
Senza fiducia, invece, ogni interazione diventa più rischiosa, rallentandola e alimentandone il sospetto.
Nel settore degli investimenti, la fiducia è la spina dorsale del mercato, soprattutto quello obbligazionario: senza di essa, gli investitori non presterebbero capitali, temendo il rischio di default o instabilità.
Nel mercato delle obbligazioni, semplificando, la fiducia si misura attraverso il rendimento aggiuntivo (spread) richiesto dal creditore al debitore, rispetto ad un altro prestito che si ritiene essere ‘privo di rischio’.
Quindi, differenze di tassi (spread) più alti segnalano minore fiducia nella capacità di ripagare il debito, mentre spread più bassi indicano una maggiore solidità percepita.
Riguardo un Paese, fattori come stabilità economica, politiche credibili e rischio geopolitico influenzano questa percezione.
Nel caso dei titoli di Stato USA, la fiducia è sempre stata storicamente alta, grazie alla forza dell’economia americana e al ruolo del dollaro come valuta di riserva.
Tuttavia, i recenti movimenti mostrano rendimenti dei Treasury (i titoli di stato statunitensi) in relativo aumento, con il decennale che sta ritoccando picchi vicini al 4,6% e, contestualmente, una debolezza del dollaro nei confronti delle altre valute.


È vero che questi rendimenti riflettono le preoccupazioni su un’inflazione ancora non del tutto sotto controllo, un deficit pubblico elevato e una Federal Reserve più prudente nel ridurre i tassi troppo presto.
Ma è altrettanto vero che le politiche, le dichiarazioni minacciose e i comportamenti dell’attuale governo, hanno indotto una crisi generale di fiducia verso i titoli di stato e la valuta degli Stati Uniti, che oggi non sono percepiti come “porti sicuri”, così come lo erano fino a poco tempo fa.

*(In foto si può vedere la più grande fuga di capitali stranieri dal mercato azionario statunitense degli ultimi 30 anni)
Gli Stati Uniti stanno mandando all’aria, allo stesso modo di un amico di cui non ci si può più fidare, decenni di lavoro per costruire quel “soft power” con cui hanno diffuso finora la loro influenza nel mondo.
A maggior ragione se perdi la fiducia, già debole, di paesi che detengono una grossa fetta del tuo debito pubblico: Giappone e Cina su tutti.
È qui che si gioca la partita. È qui dove la fiducia conta.

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