La paura di perdere ti fa perdere.
Data pubblicazione: 12 novembre 2024
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Il famoso giudice antimafia Giovanni Falcone diceva: “l'importante non è stabilire se uno ha paura o meno, ma è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare.”
Tutti noi, per nostra natura, abbiamo emozioni primarie innate che ci allontanano dall’essere razionali: paura e gioia, amore e odio, rabbia e serenità. Le emozioni fanno sì che molte delle scelte che compiamo avranno un minimo di irrazionalità. Quanto queste emozioni incideranno sulle conseguenze delle nostre scelte lo sapremo solo dopo.
Comportarsi in maniera irrazionale, però, non significa comportarsi in modo sempre sconsiderato, ma significa semplicemente vivere degli stati d'animo che vanno ad influire sul nostro processo decisionale, allontanandolo, chi più chi meno, da quello perfettamente razionale.
È questa la critica principale alla teoria dei mercati perfetti: nonostante oggi la velocità con cui i mercati inglobano le informazioni sia elevatissima, i prezzi si discosteranno sempre, quando più quando meno, dal valore intrinseco degli asset finanziari, perché di mezzo ci sono e ci saranno sempre le emozioni, le percezioni, le aspettative.
Come accade ciò? Tutti gli investitori, nella vita reale, si comportano in maniera differente rispetto ai modelli economici classici, i quali teorizzano l'applicazione di scelte totalmente razionali.
“Compra basso e vendi alto” si sente spesso dire. Sembra facile, logico, ma sui mercati non lo è affatto perché sono le emozioni a renderlo difficile.
L’emozione che influisce di più in negativo sulle nostre decisioni è la paura, e precisamente la paura di provare dolore, di perdere qualcosa o qualcuno. La paura è una tra le emozioni che più condiziona le nostre scelte e quindi la nostra vita. Essa ci condiziona a tutti i livelli, dagli affetti al lavoro, dalla competizione sportiva al denaro e, quindi, anche nelle scelte d'investimento.
E' la paura di perdere tutto ci fa vendere a prezzi bassi; sono l’eccessiva euforia e l'avidità di guadagnare fino all’inverosimil quelle che invece ci fanno comprare a prezzi alti.
Quando i prezzi scendono e lo fanno per un po' di tempo, si avverte quella paura di perdere per sempre, di non farcela, di restare con un pugno di mosche in mano. La stessa paura che ci porta poi a compiere scelte sbagliate.
Durante i cicli positivi, al contrario, quando i prezzi sembrano sempre salire, si avvertono gli stessi eccessi ma in direzione opposta: l’euforia ci oscura il raziocinio e ci catapulta in uno stato dove l’ego smisurato la fa da padrona.
Da una ricerca di Fidelity Investments è risultato che l’insieme degli investitori comuni, negli anni che vanno dal 1998 al 2019, con un ipotetico portafoglio composto per il 50% da azioni USA e il 50% da obbligazioni, ha realizzato una performance media annua del 3,32% inferiore rispetto a quella realizzata dal mercato (5,90%).
La causa di questa sottoperformance è in gran parte dovuta all'emotività ed in particolare all'incapacità di gestirla, all’incapacità di conviverci. Essendo esseri umani con un cuore e un'anima, le emozioni non possiamo di certo eliminarle; potremmo, però, almeno imparare a riconoscere quelle che ci fanno più male e ad ammorbidirle se non gestirle.
Per far ciò, occorre avere un approccio metodico ed adottare strategie che ci preparino ad affrontare al meglio la fase in cui entra fortemente in gioco l'emotività, cioè prima che la realtà venga a stuzzicare le nostre emozioni.
Queste, ricordiamolo, arrivano senza avvertirci e quando sono negative, portano con loro anche un certo livello di stress, tale che il nostro cervello è portato a insabbiarle invece che affrontarle. Quando arrivano, il nostro cervello è impreparato e noi non sappiamo cosa fare, siamo travolti dal panico e tendiamo a prendere decisioni errate.
Avere un metodo, una strategia, un protocollo, una pianificazione finanziaria chiara, ti aiuta a riconoscere le emozioni in anticipo e ciò è utile per imparare a conviverci e a non farsi condizionare, per non deviare dagli obiettivi prefissati.
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