Non è più una scelta, ma un dovere sociale.
Data pubblicazione: 17 giugno 2024
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L’attuale sistema pensionistico italiano si basa su presupposti socio-demografici che negli anni stanno subendo forti variazioni.
La popolazione sta invecchiando; questo si traduce in meno lavoratori e, dunque, meno contributi versati al sistema nazionale di previdenza sociale con un numero crescente di richieste di pensione.
In questo contesto, il sistema previdenziale pubblico non permetterà più di erogare un reddito da pensione paragonabile al reddito che il lavoratore aveva durante lo svolgimento della propria attività lavorativa.
Per fare un esempio:
un lavoratore dipendente, che avrà maturato 38 anni di contributi nel 2040, avrà una pensione pari a circa il 60% del suo ultimo stipendio e scendiamo al 45% per un lavoratore autonomo. Verifica qui la tua pensione.
Ed è qui, per fortuna, che viene in aiuto la previdenza complementare, la quale ti permette di creare un reddito integrativo che andrà a colmare questa differenza, in totale libertà di contribuzione e con numerosi vantaggi.
Uno dei vantaggi si tocca con mano proprio in questo periodo di dichiarazione dei redditi.
Grazie alla deducibilità dei contributi volontari liberi, il risparmio sulle tasse può raggiungere i 2.200€ annui.
Altri vantaggi sono:
• tassazione agevolata sulla prestazione pensionistica (dal 15% al 9%) e sui rendimenti;
• esonero dall’imposta di bollo e dal calcolo ISEE;
• possibilità di versare nel fondo pensione anche il TFR, beneficiando della tassazione ridotta fino al 9% nettamente più favorevole di quella ordinaria;
• possibilità di estendere la deduzione fiscale anche ai versamenti effettuati per soggetti fiscalmente a carico;
• possibilità di richiedere anticipazioni su quanto versato al ricorrere di specifiche situazioni;
• impignorabilità, insequestrabilità ed esonero dalle tasse di successione.
E ricorda che: iniziare prima fa la differenza!
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