Sei un investitore o un trader?
Data pubblicazione: 08 luglio 2024
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Ancora oggi, nella mia quotidianità, avverto che in molti hanno le idee confuse sulla differenza tra investing e trading, spesso considerando le due attività come sinonimi.
Partendo dalla loro etimologia possiamo già notare alcune differenze sostanziali:
- investire (investing), dal latino 𝑖𝑛-𝑣𝑒𝑠𝑡𝑖𝑟𝑒, “coprire con ornamenti” che nella latinità assunse anche il significato di “mettere in possesso”. Dare altrui il possesso di Stati, fondi, benefici, denaro. Quando ci si riferiva a denaro si intendeva anche il significato di “collocarlo”.
- commerciare (trading), dal latino 𝑐𝑢𝑚-𝑚𝑒𝑟𝑐𝑖𝑢𝑚, trafficare o scambiare merce. Oppure negoziare, dal latino 𝑛𝑒𝑐-𝑜𝑡𝑖𝑢𝑚, cioè il negativo di ozio, il contrario di star comodo, muoversi continuamente, trafficare, fare continui affari.
Come puoi vedere, mentre nell’investing c’è il “possesso” di una cosa, dal quale ricavare valore nel lungo termine, nel trading c’è un continuo passaggio di mano di beni su cui speculare nel breve termine, per ottenere dalla vendita più denaro rispetto a quanto si è sborsato per l’acquisto.
La confusione deriva dal fatto che in entrambe le attività c’è l’acquisto di un asset (azioni, obbligazioni, materie prime, valute, immobili) da cui trarre un eventuale guadagno.
Quello che però differenzia principalmente le due attività è:
- l'obiettivo personale per il quale si decide di comprare quel determinato asset;
- il tempo necessario per raggiungere l’obiettivo;
- il diverso grado di aleatorietà nella strategia adottata.
Come si può ben vedere, anche se per entrambe il fine è quello di guadagnare, la logica, la strategia e il metodo che c’è dietro ognuna di loro è totalmente diverso.
L’investing consiste nell’attività di crearsi un patrimonio finanziario acquistando asset di valore, possibilmente a buon prezzo o a un prezzo equo, ricavarne una rendita se necessaria, farlo crescere nel tempo sfruttando l’effetto dell’interesse composto e utilizzarlo poi per un’esigenza di spesa, un obiettivo personale o familiare. L’attività di investimento segue, in pratica, il ciclo di vit,a, o una parte del ciclo di vita dell’investitore.
Il trading, invece, consiste esclusivamente nello speculare sul prezzo di un asset, possibilmente nel più breve tempo possibile (possesso del bene limitato al minimo), indipendentemente dal valore intrinseco e dalla qualità oggettiva dello stesso. L’unico obiettivo è quello di guadagnare sulla differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita.
Una tipica distorsione di questi anni è quella di fare trading con gli ETF standard, seguendo le mode del momento. Gli ETF sono solo strumenti d’investimento, fondi d’investimenti a gestione passiva, che se utilizzati male perdono comunque il valore che se ne può ricavare dalle loro caratteristiche di efficienza e accessibilità. Prima dello strumento vengono gli obittivi, la strategia, il metodo e i comportamenti.
Il trading, essendo proiettato al breve termine, risente molto di più e continuamente degli umori del mercato, dà molta importanza ai movimenti giornalieri, ai grafici e alle news, sfrutta asimmetrie informative di breve periodo, è frenetico, stressante, adrenalinico e non è compatibile con gli obiettivi di una persona e con il suo ciclo di vita.
Inoltre, la movimentazione frenetica del portafoglio, in un contesto fiscale poco vantaggioso (compensazione di minusvalenze e plusvalenze distorta), con un inevitabile aumento del rischio di timing e di errori di valutazione, alla lunga porta a un maggiore probabilità di calo dei rendimenti medi netti se non addirittura a perdite nette.
In conclusione, quindi, è importante tenere presente che generalmente una strategia di investimento a lungo termine, basata su un’adeguata diversificazione e allocazione degli asset, tipica dell’attività d’investing, ha più probabilità di portare a risultati migliori rispetto a un’attività basata su movimenti frequenti del portafoglio, tipica di chi fa trading.
Ora che la sottile ma sostanziale differenza tra investing e trading ti è più chiara, confido che, nelle vesti di piccolo investitore, ti sia più chiaro anche in quale delle due attività tu debba maggiormente impiegare le tue energie e i tuoi soldi, se vuoi investire con successo nel lungo periodo.
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